1) GIRO DELLA ROCCA DEL LU E COLLE DI LUCA

2) GIRO del VISO MOZZO 3019m. E GIRO DELLE BALZE DI CESARE

3) CIME DELLE LOBBIE 3016m – traversata

4) PUNTA MALTA 2997m – TRAVERSATA

5) PUNTA TRENTO 2967m TRAVERSATA SW-NE

6) PUNTA DANTE 3166m

7) PUNTA MICHELIS 3154m traversata dei due coulour

8) PUNTA BARRACCO 3241m

9) PUNTA CORSICA 3443m

 

1) GIRO DELLA ROCCA DEL LU E COLLE DI LUCA

dislivello in salita: 500m + 200m + 320m TOT 1020m

orario tot. 5h

difficoltà PD – un breve passaggio S3

NOTE: è uno degli itinerari più abbordabili e sicuri anche in pieno inverno; permette di scoprire l'alto vallone Bulè, molto selvaggio e solitario, e di affacciarsi in Val Varaita.

Dal rifugio di solito è meglio non seguire il sentiero estivo che taglia il ripido e valangoso pendio S-E sopra il lago dell'Alpetto (percorribile solo con scarso innevamento), ma salire verso W nel fondo del ripido canalone del Rio Alpetto (S2 ed S3 per poche decine di metri). Si percorre ora verso W l'ampio vallone preferibilmente sulla sx orografica fino alle sorgenti del torrente, sempre visibili. Piegare decisamente a S salendo sulla morena (breve tratto S2) e poi su terreno quasi pianeggiante puntando verso Rocca del Lu di cui si supera la barra rocciosa all'estrema dx sotto il Passo Gallarino. Non raggiungere il passo ma puntare verso S-E sull'ampio dosso q.2751m (ometto) molto più bello e panoramico. Si scende ora a SW su pendii ampi e dolci (Piano Gallarino). Più in basso aumenta l'inclinazione e ci si tiene sempre nel fondo del vallone a sx della morena di massi. A q.2400m il vallone si chiude in canale: superatolo (100m S3 poco esposto). Ci si sposta ora nell'ampia conca dei laghi Bulè 2280m circa. Si rimettono le pelli per salire i facili pendii verso S-E che portano al colle di Luca, o meglio, sulla costa spartiacque Po-Varaita a W del Colle (pendii più belli). La discesa sull'Alpe Bulè è facile e bella, spesso con neve farinosa. Dalla conca dell'alpeggio si salgono i pendii (tratti S2) orientati a S-E a dx dell'evidente Péiro Jauno (parete giallastra alta un centinaio di metri). Raggiunto un falso colle si valica la cresta al colletto 2384m. a W di Punta Murel. La discesa sul lago dell'Alpetto è facilissima.

VARIANTI:

Testa del Gallarino (2751m) a E-SE del Passo in andata e ritorno

F+ breve e facile, spesso con neve bella, comoda anche in racchette.

2) GIRO del VISO MOZZO 3019m. E GIRO DELLE BALZE DI CESARE

Dislivello in salita: 780m + 220m tot 1000m.

Orario tot 5h

Difficoltà: AD-

Materiale: ramponi consigliati

NOTE: facile salita fino al rif. Q.Sella, poi un gran pendio sfortunatamente spesso battuto dal vento di NW. La vetta, proprio di fronte al Viso, è molto panoramica. La discesa sui laghi di Pra Fiorito è molto interessante, ma da effettuarsi solo con buona visibilità.

Dal rifugio alle sorgenti del Rio Alpetto seguendo l'itinerario precedente. Di qua salire verso SW passando vicino ad una recente costruzione in pietra. Piegare poi gradatamente verso N descrivendo un ampio semicerchio attraversando l'ampia e pianeggiante conca disseminata di laghi. Tenendo la sponda orientale del lago Grande di Viso, si passa nei pressi del Rif. Q.Sella (custodito solo in estate). Poco prima del Colle dei Viso si prende a dx in una valletta che porta ai piedi del ripido pendio finale (300m S3 esposto con neve dura, spesso con pietre affioranti, possibilità di placche di neve ventata). Ridiscesi al Rif. Q.Sella , scendere nel vallone che si apre ad Est descrivendo una grande S tra le belle placconate rocciose, seguendo grosso modo il tracciato del sentiero estivo (tratti di S3). Da quota 2400m il vallone di fa poco ripido e molto ampio ed a quota 2200m si incontra l'itinerario di accesso n.A

per questo, segnalato con bambù si ritorna al rifugio.

VARIANTI:

Viso Mozzo in andata e ritorno PD+ ma la parte mediana è un po' troppo pianeggiante

3) CIME DELLE LOBBIE 3016m – traversata

Dislivello in salita 470m + 380m + 230m TOT 1080m

Orario totale 6h

Difficoltà D - II° grado su roccia

Materiale: corda, piccozza e ramponi

NOTE : gita di un certo impegno con difficoltà sciistiche (se si scende il couloir nord in sci) e un breve finale alpinistico su roccia (50m I° e II°). Consigliabile anche il ritorno per l'itinerario di salita

Con l'itinerario n.1 si raggiunge il P.so Gallarino 2728m (1,30h di salita).

Si scende facilmente al Piano Gallarino proseguendo poi fino a q.2600m. di qua si sale tra i grandi massi della morena in direzione del p.so dei Duc 2790m, la prima depressione della cresta subito a N della Cima delle Lobbie, che espone a NE un bel pendio un po' concavo, che congiuntosi poi con un canalino che sale da est, porta in breve al Passo (S3 per 150m). Il versante W del colle è una piccola conca in cui sfocia lo stretto canale N delle Lobbie: non resta che seguirlo (S4 e 50m S5 la strozzatura circa a metà) fino a che muore contro le rocce della cima. Lasciati gli sci, vale la pena salire con facile arrampicata sull'aerea vetta (50m I° e II°).

Discesa: si può percorrere l'itinerario di salita, oppure scendere nel vallone Bulè fino alla conca dei laghi 2258m (vedi itinerario 1). Da qui si esce verso N sulla sx orografica con qualche passo a scaletta per poi tagliare in leggera discesa un breve tratto valangoso (esposto ad Est). Su pendii più sicuri ci si ferma a rimettere le pelli e si punta ai piedi della parete giallastra di Peiro Jaouno, superatala, invece di puntare al colletto q.2384m. (vedi itinerario 1) se ci si vuole regalare ancora una bella discesa dirigetersi a NW salendo al colletto appena a sx del dosso con piccoli denti rocciosi quotato 2476m. Di qua si scende in un bel vallone esposto a N (tratti di S3 spesso con neve polverosa) direttamente sul lago ed il rifugio Alpetto.

4)  PUNTA MALTA 2997m – TRAVERSATA

Dislivello: 750m + 200m + 130m TOT 1080m

Orario: 5h

Difficoltà AD

Materiale: ramponi

NOTE: questa traversata permette di fare una bella discesa nella parte alta del vallone dei Duc, uno dei valloni più selvaggi del gruppo del Monviso e molto più innevato del pendio NW di salita, più battuto dai venti. Molto meglio della classica andata e ritorno (AD-)

Dal P.so Gallarino (vedi itinerario 1) conviene scendere tenendo le pelli al Piano Gallarino: si perdono 30m di dislivello ma si evita di tagliare i ripidi pendii su cui passa il sentiero estivo. Si sale quindi senza problemi al P.so di S. Chiaffredo 2762m.

Spostandosi sul versante Val Varaita, si sale il ripido pendio NW (S3 per 100m) che porta sull'ampia spalla a 2930m. di qua di solito si possono ancora portare gli sci fino ai piedi delle rocce della punta che si salgono senza particolari difficoltà.

DISCESA: fatto ritorno alla spalla, scendere a sud nel vallone dei Duc, tenendosi dapprima in alto preferibilmente non troppo lontano dalla cresta e poi nel fondo del vallone fino al piccolo pianoro a quota 2600m. Di qua si sale facilmente al P.so dei Duc 2790m, il primo colle a sx della cima delle Lobbie, da cui si percorre all'inverso l'itinerario n.3: discesa dal p.so dei Duc S3 e risalita al p.so Gallarino

VARIANTI:

COULOUR ETREIT è lo stretto incassato couloir che dalla spalla precipita sul piano Gallarino. Già sceso in sci (marzo 2004), può costituire una variante di salita più diretta e alpinistica (S5 per 150m. + uscita su terreno misto I° e II° per 30m)

5)  PUNTA TRENTO 2967m TRAVERSATA SW-NE

Dislivello 730m

Orario 4h

Difficoltà AD+

Materiale ramponi e piccozza

NOTE: la traversata SW-NE ha un duplice vantaggio: salita su neve generalmente trasformata già da febbraio e discesa in “poudreuse”. Di solito è possibile scendere in sci dalla vetta (per essere pignoli 3 metri sotto!)

Dal p.so di S: Chiaffredo (vedi itinerario n.4) spostandosi tra massi morenici un po' verso E, attaccare il ripido pendio S della p.ta Trento, molto evidente e leggermente concavo: S3 che poi diventa S4 verso la vetta.

Discesa: si scende lungo l'itinerario di salita per un'ottantina di metri (S4) poi, spostandosi orizzontalmente verso SE costeggiando piccole guglie rocciose, si raggiunge un colletto che immette sul versante NE chiamato Coulour d'la Fenétro, dal caratteristico buco che si apre sulla cresta rocciosa. Scendere il couloir (S4 per 100m) che poi si apre in un gran pendio (S3 lastroni possibili). A circa 2700m conviene piegare a NW passando a sx del dosso quotato 2698m alla base dei bellissimi coulour del P.so di Costarossa e scendere nel vallone puntando verso NE. Si raggiunge così l'itinerario di salita sulla morena sopra la sorgente del Rio Alpetto.

VARIANTE

Un'alternativa più alpinistica per raggiungere Punta Trento consiste nel risalire il coulour Stoup: 150m di S5 con uscita di S6, “tappato” all'inizio sa un masso che costringe ad una breve arrampicata su terreno delicato (15m di III°). L'attacco si trova a quota 2800m circa, sulla dx del coulour d'la fenetro.

NOTA

In primavera il salto iniziale può essere completamente sepolto dalla neve.

6)  PUNTA DANTE 3166m

Dislivello 900m

Orario 4.30h

Difficoltà AD+

Materiale: ramponi e piccozza

NOTE: dei satelliti del Viso a sud del p.so delle Sagnette è la vetta più alta, il miglior punto panoramico sulla parete sud del Monviso. In condizioni di innevamento particolare è possibile scendere in sci dalla vetta senza mai toglierli.

Dal Rif. Alpetto seguire l'itinerario n.2 fin quasi ai laghi delle Sagnette. Da quota 2500m piegare a W portandosi alla base di un evidente canalone, il più largo della zona, e quindi chiamato Coulour Larg (S3 per 200m del conoide, S4 per i 200m di coulour vero e proprio). Verso la fine una guglia rocciosa divide in due il couloir: di solito è meglio prendere il ramo destro perché più innevato. Ci si aspetterebbe di uscire su cresta ripida, invece si sbuca su un grande pianoro a quota 2980m. Perdendo solo pochi metri lo si attraversa verso SW per imboccare un altro breve couloir (S4 per 80m) che porta sulla cresta poco a N dei denti della Cima di Costarossa. Di qua per cresta di misto dapprima quasi orizzontale (p.so Fiorio Ratti) poi più ripida il cui salto più ripido si può evitare a dx per un breve canalino (S6 per 20m). Gli ultimi 100m sono facili (S3) e portano direttamente in vetta.

Discesa: la soluzione migliore è forse ripercorrere l'itinerario di salita anche se si fa un po' di scaletta per imboccare il coulour Larg.

ALTRI ITINERARI: 1) Si può anche scendere direttamente a SE del pianoro 2980m per raggiungere con un po' di diagonale il p.so di Costarossa 2879m a NW di P.ta Trento e scendere il couloir NE (S4 per 200m), ma questo varrebbe dire rinunciare ai 400m veramente entusiasmanti del Couloir Larg.

2) discesa un po' più facile nel canalone SW del p.so Fiorio Ratti che conduce nel vallone delle Giargiatte nei pressi del Lago Lungo 2740m, poco sotto il p.so di S.Chiaffredo

7)  PUNTA MICHELIS 3154m traversata dei due coulour

Dislivello: 800m + 150m TOT 950m

Orario: 4h

Difficoltà: D+

Materiale: ramponi e piccozza

NOTE: è la sorella minore di Punta Dante, di poco più bassa, ma molto più visibile dalla Val Po. La discesa in sci dalla vetta per il couloir N-NE che potremmo chiamare coulour dar Gulhóun dalla grande guglia rocciosa che lo domina dall'alto, è forse la più bella e continua dei satelliti del Viso.

Dalla base del Couloir Larg q.2600m (vedi itinerario precedente), dirigersi verso NW e salire il conoide del couloir immediatamente a sud del canalone delle Sagnette (S3 per 200m). A 2800m inizia il couloir vero e proprio, incassato tra pareti rocciose, che chiameremo Coulour qu'a Viro. Sembrerebbe senza sbocco in alto, invece ad un certo punto piega a sx raggiungendo il passo delle Forciolline 3050m (250m di S4) tra Punta Piemonte e Punta Michelis. Scendere sul versante W per una cinquantina di metri (S4) e salire la Punta Michelis lungo il suo versante W; un breve e ripido passaggio tra le rocce (30m S4) immette sul pendio finale più facile, che si segue presso la cresta NW

Discesa: scendere per poche decine di metri lungo l'itinerario di salita, per poi superare il crestone NW e continuare sul versante N (S5 per 150m, lastroni possibili e roccette affioranti). Si raggiunge il fondo del couloir che parte dai piedi della grande guglia rocciosa e lo si scende con una bellissima discesa (200m di S4). Altri 200m di S3 portano nella conca delle Sagnette poco a sud dei laghi. Di qua per l'itinerario di salita.

Altri itinerari:

bella e un po' più facile (AD+) la discesa lungo l'itinerario di salita, anche se i 50m di risalita al passo delle Forciolline spezzano un po' il ritmo.

8)  PUNTA BARRACCO 3241m

Dislivello 1000m

Orario 5h

Difficoltà D – I° grado su roccia

Materiale: corda, piccozza, ramponi

NOTE: ubi maior minor cessat. La Punta Barracco, messa lì accanto al Monviso non riscuote di solito molta popolarità … eppure c'è da ricredersi! L'ambiente particolarmente selvaggio, la breve salita alpinistica alla vetta e la prestigiosa discesa nel couloir N-E, ne fanno un bellissimo e raccomandabile itinerario.

Dal pianoro dove sorgono i laghi delle Sagnette (vedi itinerario n°6 e 7), imboccare l'evidente canale est del Passo delle Sagnette, il colle più basso tra il Monviso e la Punta Michelis, salendolo interamente (S3 per 200 m; S4 gli ultimi 100 m). Dal colle, tenendosi un po' a sx, si scende per una cinquantina di metri su terreno ripido (S4 con roccette affioranti) fino a raggiungere il fondo dell'ampio vallone che si risale verso N fin sotto la morena orientale del Ghiacciaio di Viso su cui svetta un grande ometto di pietre. Svoltando decisamente verso E, si raggiunge su terreno più ripido il Colletto Barracco 3178 m.La salita alla vetta è breve e abbastanza facile: dopo un tratto orizzontale di cresta dove si passa a dx di un bel dente roccioso, si supera un ultimo tratto più ripido su roccette innevate. Ritornati al colletto, si affronta con la dovuta cautela il ripido canalone N-E dapprima di S4, poi, in corrispondenza di un suo restringimento, S5 per 100 m.Si continua poi su pendenze sull'ordine dell'S4 fino alla confluenza con lo stretto couloir S-E che scende direttamente dalla vetta del Monviso (possibili colate di neve bagnata già di primo mattino in primavera). Un centinaio di metri più giù, il canale si apre e ci si sposta verso S-E, a dx del dosso morenico quotato 2733 m, raggiungendo così l'ampio pianoro dei laghi delle Sagnette e l'itinerario di salita.

ALTRI ITINERARI: stessa traversata, ma in senso inverso: più facile dal punto di vista sciistico (AD+)

9)  PUNTA CORSICA 3443m

Dislivello: 720m + 400m + 300m TOT 1420m

Orario: 8h

Difficoltà: AD+

Materiale: piccozza e ramponi

NOTE: itinerario grandioso in ambiente di alta montagna, ai piedi della parete Sud del Viso e con belle prospettive sul Dado di Vallanta. Con le giuste condizioni di innevamento (neve primaverile non troppo dura, senza grumi di valanghe gelate) il versante S di P.Corsica è una gran bella discesa.

In caso di ritardo sulla tabella di marcia ci si può accontentare di Punta Fiume 3361m.

Salire lungo l'itinerario n.8 fino alla morena orientale del ghiacciaio del Viso; attraversare verso W la conca glaciale e salire il couloir N-E del Colletto Fiume, a N della punta omonima (S4 per 150m). tagliando in alto la conca del ghiacciaio Quarnero si sale al colletto Corsica 3363m (S4 per 50m). si segue poi a piedi la facile cresta NE di P. Corsica 3443m.

Discesa: primi 200m di S4 esposti a S e quindi di solito con neve dura e qualche roccia affiorante, poi il pendio volge a SW e si fa meno ripido (S3). Porre attenzione nella parte bassa ad alcune barre rocciose. A 2800m finalmente su terreno pianeggiante si rimettono le pelli dirigendosi verso E in direzione del Lago delle Forciolline. Una breve discesa porta sulla sponda meridionale del lago che si costeggia prendendo lentamente quota per poi infilare il vallone che verso E porta ai piedi dell'erta finale del p.so delle Forciolline (50m S4). Dal passo si scende per il bel Coulour qu'a viro (vedi itinerario n.7)